Nuova categoria catastale per infrastrutture di comunicazione

Infrastrutture per reti di comunicazione senza rendita catastale

L’Agenzia delle Entrate con la circolare n. 18/E dell’8 giugno 2017, alla luce delle novità introdotte dal Dlgs n. 33/2016,  fornisce indicazioni sulle modalità di iscrizione in catasto di beni costituenti infrastrutture di reti pubbliche di comunicazione.

Nel testo si specifica che sono stati esclusi dal concetto di unità immobiliare – non concorrendo quindi alla determinazione della rendita catastale – le reti di comunicazione elettronica ad alta velocità, le reti di comunicazione elettronica, le reti pubbliche di comunicazioni e le infrastrutture fisiche (quali ad esempio tubature, piloni, cavidotti, pozzi di ispezione, pozzetti, centraline, edifici o accessi a edifici, installazioni di antenne, tralicci e pali).

Per i nuovi immobili che costituiscono infrastrutture di reti pubbliche di comunicazione, pertanto non sarà più obbligatoria l’iscrizione in Catasto, ma facoltativa in categoria F/7 senza attribuzione di rendita, connessa all’eventuale costituzione o trasferimento di diritti reali che richiedono l’identificazione catastale del bene.

Nuova categoria catastale F/7

Per gli immobili già iscritti, è possibile presentare un atto di aggiornamento per richiedere l’attribuzione della nuova categoria catastale, denominata F/7 (Infrastrutture di reti pubbliche di comunicazione) senza l’attribuzione della rendita.

Resta obbligatoria la dichiarazione in catasto dei fabbricati o porzioni di fabbricato con una destinazione d’uso non strettamente funzionale alle reti di comunicazione, come uffici, alloggi, autorimesse, magazzini, ecc., da censire nella apposita categoria, con attribuzione di rendita.

Il testo coinvolge anche le infrastrutture degli immobili destinati a centrali telefoniche in vendita per investimenti immobiliari di lunga durata.

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