Legge di Bilancio 2019: le novità per il settore immobiliare

Con l’approvazione della Legge di Bilancio 2019, lo scorso 30 dicembre, sono state introdotte nuove norme che coinvolgono anche il settore immobiliare.

Il comma 12 dell’art. 1 della Legge di Bilancio 2019 L. n. 145/2018, eleva dal 20 per cento al 40 per cento la percentuale di deducibilità dalle imposte sui redditi dell’IMU dovuta sugli immobili strumentali.

Gli immobili strumentali sono beni utilizzati dall’impresa per l’esercizio dell’attività imprenditoriale.  Si intendono sia tutti i fabbricati appartenenti alle categorie catastali A/10, B, C, D ed E, a prescindere dal loro utilizzo, sia quelli strumentali per destinazione, utilizzati direttamente per lo svolgimento dell’attività d’impresa, indipendentemente dalla loro natura o dalle loro caratteristiche.

L’IMU dovuta dall’anno 2019, riferita ai fabbricati strumentali, è deducibile al 40 per cento nel modello redditi 2020 (imposte 2019), purché l’imposta di competenza 2019 sia stata pagata nel medesimo anno.

L’aumento della percentuale di deducibilità non è l’unica novità in materia immobiliare prevista dal 2019.

Il comma 59 dell’art. 1 della manovra, prevede l’estensione del regime della cedolare secca anche per le locazioni degli immobili commerciali. L’agevolazione potrà essere applicata ai contratti di locazione stipulati nell’anno 2019 per gli immobili classificati nella categoria catastale C/1 (negozi e botteghe), di superficie fino a 600 mq, escluse le pertinenze e relative pertinenze locate congiuntamente.

L’imposta sostitutiva è calcolata applicando l‘aliquota del 21% sul canone.

La Legge stabilisce anche che tale regime non è applicabile ai contratti stipulati nell’anno 2019, qualora alla data del 15 ottobre 2018 risulti in corso un contratto non scaduto, tra i medesimi soggetti e per lo stesso immobile, interrotto anticipatamente rispetto alla scadenza naturale.

L’applicazione della cedolare secca comporterà dei vantaggi per i proprietari di locali commerciali, con un abbattimento dei costi sostenuti per il contratto di locazione, poiché la tassazione è sostitutiva dell’Irpef e delle relative addizionali, ed esonera dal pagamento dell’imposta di bollo e dell’imposta di registro, anche sulle risoluzioni e sulle proroghe del contratto di locazione. L’imposta di registro resta solo in caso di cessione del contratto stesso. Anche il conduttore, pertanto, risparmierà il 50% normalmente dovuto. Secondo Confedilizia, chi possiede un locale commerciale in affitto, risparmierà tra i 1.000 e i 2.800 euro di tasse all’anno.

Chiama ora

Powered by themekiller.com