Contratti di locazione: Cedolare Secca

La così detta “cedolare secca” è un regime fiscale alternativo per il pagamento forfettario delle imposte derivanti dal reddito prodotto dalla locazione di un appartamento. Va quindi a sostituire l’Irpef, l’addizionale regionale e comunale, l’imposta di registro e l’imposta di bollo sul contratto di locazione, sulle risoluzioni e sulle proroghe.

Quanto costa? L’importo della nuova imposta si calcola applicando al canone di locazione annuo un’aliquota fissa del 21%. Per i contratti a “canone concordato” l’aliquota da versare sarà, fino al 2017, del 10% per poi diventare il 15%.

Ma chi può usufruire di questo regime fiscale? Possono usufruirne solo le persone fisiche, quindi sono escluse le società e le ditte individuali. Un altro requisito per poter esercitare l’opzione è quello di aver locato un appartamento ad uso abitativo e ad un privato. E questo vale anche nel caso di contratti transitori, stagionali o per studenti universitari.

È possibile, tra l’altro, estendere questa scelta anche a tutte le pertinenze: ad esempio posti auto, garage o cantine, purchè locate assieme all’appartamento principale.

Come optare per la cedolare secca? Si può scegliere di avvalersi della cedolare secca contestualmente alla stipula del contratto di locazione o successivamente. Avendo cura in questo secondo caso di comunicare la scelta all’inquilino in maniera tracciabile, attraverso lettera raccomandata o pec.

È possibile, inoltre, scegliere la cedolare secca sia al momento della registrazione del contratto sia, per gli affitti pluriennali, negli anni successivi.
Se la scelta è successiva alla prima registrazione, è necessario comunicarla, nel mese di decorrenza del contratto, sia all’ufficio dell’Agenzia delle Entrate che al conduttore.
Qualora il proprietario dell’immobile fosse più di uno, ognuno dei proprietari potrà scegliere di optare per la cedolare secca o meno.

Come recedere dalla cedolare secca?
Il locatore ha la facoltà di revocare l’opzione in ciascuna annualità contrattuale successiva a quella in cui è stata esercitata.
La revoca deve essere effettuata entro 30 giorni dalla scadenza dell’annualità precedente e comporta il versamento dell’imposta di registro, eventualmente dovuta. Il periodo minimo di opzione è un anno.

Attenzione: il proprietario che si avvale della cedolare secca dovrà rinunciare agli aggiornamenti ISTAT del canone!

 

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